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Dal punto di vista di...

Lunedì 10 Novembre 2014 in opinione

pensieri in libertà

Dal punto di vista di...

Andrea Angelozzi

Quindici giorni fa calava lo sconforto sulla New Basket Lecce: dopo la brutta sconfitta contro l'Angiulli Bari la squadra era pronta a rifarsi in casa contro Cerignola, una ghiotta occasione, viste le assenze degli ospiti, per poter risollevare il morale della squadra. Ma è accaduto l'imprevedibile. Sconfitta a tavolino per 20 a zero a pochi secondi dall'ingresso in campo, motivo l'assenza di un medico, la cui presenza è obbligatoria per il regolare svolgimento di un match. Nell'incredulità generale, giocatori e staff sono rimasti con l'amaro in bocca per l'occasione mancata, perché un conto è perdere giocando, tutt'altra cosa perdere così. Ognuno si è preso le proprie responsabilità, rimboccandosi le maniche e preparando la sfida successiva contro Santeramo.
Ed è proprio lì che la New Basket si trova di fronte ad un bivio: l'imperativo è vincere, ma un'altra delusione sarebbe difficile da digerire. Ma la squadra risponde bene e, dopo i aver giocato sotto le aspettative nei primi due quarti, rinviene e finisce col vincere, soffrendo, 67 a 56. Ecco il giro di boa che tutti aspettavano, ecco la risposta al periodo no. Ma c'è poco tempo per festeggiare. La testa va subito al match successivo, contro Diamond Foggia, capolista, e con un ragazzo, di nome Taylor, che ha il basket nel sangue.
Spesso nello sport si utilizza il detto "vincere aiuta a vincere". È vero, ma se hai di fronte un avversario più forte non lo dai tanto per scontato. Devi dare qualcosa di più, avere mentre fredda e cuore caldo. Ed eccoci arrivati a sabato scorso. Il clima è quello delle grandi partite, il clima dell'impresa potremmo dire. E l'impresa arriva: i primi due quarti, come la scorsa partita, sono di Foggia, che grazie al suo numero 6, Taylor appunto, mette in seria difficoltà i leccesi, terminando il secondo quarto 31 a 22, dando la brutta sensazione che quel vantaggio continueranno a mantenerlo nei restanti due quarti.
Ma accade qualcosa di diverso, quello che nessuno si aspetta ma, in fondo, ci spera. La New Basket tira fuori orgoglio e cuore e comincia a mettere punti su punti, grazie a tre triple di capitan Marra, una quasi da casa sua, e il grande apporto nelle due fasi da parte di Nisi, che in difesa è un pitbull e in attacco dimostra grande tecnica, come Serio, autore di 14 punti. Ma tutti i singoli hanno dato il loro, giocando la partita come fosse una guerra. Il terzo quarto finisce 46 a 41 per la New basket, tutti attendono l'ultimo quarto di partita, per vedere se davvero si può osare. Nell'inferno dell'ultimo minuto della partita la squadra di casa è in vantaggio 64 a 61, ma un tiro da tre potrebbe compromettere tutto. Quel tiro da tre arriva, colpisce il ferro e va fuori. Avviene tutto in una frazione di secondo ma quel tiro sembra averci messo una vita a scendere e finire fuori, tenendo col fiato sospeso tutto il Palazzetto. È l'ultima azione della partita, l'arbitro fischia la fine e partono i festeggiamenti e gli abbracci. Grande spirito di gruppo e di abnegazione per la New Basket, squadra a immagine e somiglianza della sua coach, Roberta Scialpi, che non smette di spronare i suoi ragazzi dal primo all'ultimo.
La New Basket è a 6 punti adesso, con il morale di chi sa di aver giocato da grandi, regalando sabato un vero e proprio spettacolo, scrivendo una pagina importante, e speriamo tutti fondamentale, per il proseguimento di questa stagione.